il libro delle case
Letteratura,  Libri

Il libro delle case di Andrea Bajani: finalista del Premio Strega 2021

Per gli amanti della lettura, è finalmente giunto il momento di scoprire i finalisti del Premio Strega 2021. Il 10 giugno la Fondazione Bellonci ha annunciato la famosa cinquina. E tra questi non poteva non esserci Il libro delle case di Andrea Bajani.

La vita succede nelle case, succede nelle case quando abbiamo pochi anni e gattoniamo. Succede nelle case quando siamo ragazzi e non ne possiamo più di stare dentro e vorremmo solo fuggire. Succede nelle case quando rientriamo e vogliamo essere abbracciati e vogliamo essere protetti. Le case poi trattengono tutto questo, sono custodi, a volte tengono dei segreti, non li rivelano o li rivelano per vie strane come l’energia, come gli odori che gli altri avvertono. Con la vita succede in questo modo.
La letteratura può fare questo miracolo. Può fare il miracolo di andare a prendere i singoli pezzi di case che una persona ha abitato e metterli insieme in una specie di grande affresco, di grande puzzle, che racconta la storia e la vita e la faccia e il ritratto di un uomo che si chiama IO.

Così l’autore presenta la propria opera. Andrea Bajani, già scrittore per Einaudi e Feltrinelli e riviste e autore di teatro, quest’anno rappresenta la vera novità della 75°edizione del Premio Strega.

Il libro delle case e il racconto attraverso quadri domestici

Il libro si propone di esplorare le strutture sentimentali di un uomo attraverso gli spazi che occupa, che non si limitano più ad essere fondali di una storia non loro. Bajani quindi decide di prendersi cura degli spazi che si prendono cura di noi e ci aiutano a definirci. I capitoli sono brevi e ognuno viene dedicato a una casa diversa. Ogni capitolo è un’immagine, un frammento fotografico, un quadro domestico.

Le abitazioni di cui si parla sono circa quaranta. Alcune, le più importanti, tornano più volte: Casa del sottosuolo, Casa sotto la montagna, Casa di Famiglia, Casa di Parenti. Altre, come Casa della felicità, Casa delle parole, Casa di Nonno mai esistito, Casa del gasometro, hanno un’occorrenza sola. Infine altre ancora non sono neanche vere e proprie dimore: Casa della voce è una cabina telefonica, Casa rossa con le ruote è la R4 dove è stato trovato il corpo di Moro, Casa di Tartaruga è l’esoscheletro di un mite animale da compagnia che nel libro assume un ruolo quasi totemico, la Casa del risparmio è un conto corrente bancario, la Casa del per sempre una fede nuziale, la Casa dei ricordi fuorusciti è qualcosa fra la digressione onirica e la meta-narrazione.

I fatti si susseguono attraverso continui salti temporali, che fanno sì che sia il lettore a rimettere in ordine i pezzi del grande puzzle della vita. I personaggi non possiedono un nome proprio. Vengono indicati con il ruolo e di loro si parla in terza persona, generando una prosa distaccata, che allontana il lettore dalla vicenda del singolo, attribuendogli un valore universale.

casa

Rivelare noi stessi attraverso i luoghi che abitiamo

Le case non vengono mai rappresentate come freddi ambienti ma più come luoghi vissuti, che hanno una vera e propria relazione intima con il personaggio. Vi sono impronte che queste, gli oggetti e i soggetti umani lasciano gli uni sugli altri. Di questo tratta il libro in fin dei conti: di come avviene la definizione dell’identità.

Per l’autore l’IO si trova anche grazie agli spazi. Cosa definisce la nostra identità se non lo sguardo di chi ci guarda. E in questo caso il testimone è proprio la casa. Le case ci guardano. Le case conservano memoria di noi. A quante parti di noi abbiamo rinunciato per essere noi stessi? E dove abbiamo lasciato ciò che non ci siamo portati dietro? Per raccontare la vita di un uomo, quindi, l’unica possibilità è setacciare le sue case, cercare gli indizi di quel piccolo inevitabile crimine che è dire “IO”, sapendo che in realtà si nasconde sempre qualche non detto, celato tra le mura del nostro rifugio, chiamato casa.

Bajani scandaglia come nessuno aveva mai fatto il luogo dove più abbiamo scoperto e amato, siamo stati feriti, e infine siamo diventati noi stessi.

Sandro Veronesi

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Un commento

  • Stefania Migliore

    Leggendo la recensione viene voglia di leggere subito il libro. Troverò sicuramente molte delle mie case in quelle dei protagonisti!
    Conoscere il contenuto del libro prima della premiazione aiuta ad apprezzare e valutare tutti i finalisti .
    Grazie e complimenti!
    Stefania

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