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Arte,  Storia

Navigando lungo la Senna, il fiume degli Impressionisti

La Senna è il fiume simbolo della Francia, lungo il suo corso sono passati secoli di storia. I pittori Impressionisti ne rimasero affascinati e la rappresentarono in molte occasioni. Attualmente, in un momento storico in cui viaggiare risulta molto difficile, osservare i dipinti di questo gruppo di pittori può farci vivere luoghi e tempi ormai lontani, in un percorso che parte dalla foce della Senna a Le Havre, passa per la Normandia e risale fino all’Île-de-France, dove si trova Parigi, la capitale della pittura nell’Ottocento.

La foce della Senna a Le Havre: l’inizio dell’Impressionismo

È a Le Havre che nel 1868 si tenne l’Esposizione Marittima Internazionale, in cui furono esposte le opere della nuova generazione di pittori francesi. In quel momento iniziò la storia della corrente artistica dell’Impressionismo: il termine fu imposto inizialmente con accezione dispregiativa e deriva dal dipinto di Claude Monet (1840–1926) Impressione: levar del sole, realizzato nel 1872 ed esposto nella mostra collettiva del gruppo organizzata due anni dopo.

Il dipinto raffigura l’alba dal porto di Le Havre, città lungo la costa della Manica: si vedono due piccole imbarcazioni che si avvicinano al centro del dipinto, mentre sullo sfondo, illuminato da un sole intenso, ci sono le sagome di altre navi, banchine e ciminiere, i cui profili si riflettono sul pelo dell’acqua. È la nuova città industriale che si risveglia al mattino. Monet rappresenta un momento transitorio, di brevissima durata, ma che lascia un’impressione irripetibile nell’osservatore.

Claude Monet, Impressione, levar del sole, 1872, Musée Marmottan Monet, Parigi
Claude Monet, Impressione, levar del sole, 1872, Musée Marmottan Monet, Parigi (Fonte immagine)

Rouen, la Normandia e la Senna nell’opera di Pissarro

Navigando contrariamente allo scorrere del fiume si arriva nel cuore della Normandia, a Rouen, la città famosa per la sua cattedrale, a cui Monet dedicòuna serie di dipinti, e per essere l’ambientazione del noto romanzo di Flaubert (1821–1880), Madame Bovary. Anche Camille Pissarro (1830–1903), un altro Impressionista, si dedicò alla realizzazione di paesaggi cittadini in diversi momenti della giornata, ponendo come soggetto principale delle sue composizioni il Ponte Boieldieu.

Il Ponte Boieldieu a Rouen, tempo umido sembra una fotografia della città in un giorno piovoso: in primo piano, un’imbarcazione scarica le merci sulla banchina del fiume, sul ponte, un brulicare di persone e carrozze trainate da cavalli, tutti intenti nel loro lavoro quotidiano. La Cattedrale di Notre Dame non è raffigurata neanche sullo sfondo, che Pissarro dedicò alla città industriale, con le ciminiere di una città in trasformazione, come abbiamo potuto notare per il precedente dipinto di Monet.

Senna-Camille Pissarro, Ponte Boieldieu a Rouen, tempo umido, 1896, Toronto, Art Gallery of Ontario
Camille Pissarro, Ponte Boieldieu a Rouen, tempo umido, 1896, Toronto, Art Gallery of Ontario (Fonte immagine)

La permanenza di Monet a Vétheuil

Risalendo il fiume si arriva a Vétheuil, un antico villaggio sul percorso della Senna, all’epoca isolato rispetto alle principali vie di comunicazione: si trovava infatti a dieci chilometri dalla fermata del treno più vicina. Di fronte a Vétheuil, c’è Lavacourt: i due paesi non erano collegati da un ponte, ma ci si spostava per mezzo di traghetti. Monet vi si trasferì in un momento di difficoltà economiche e fu sedotto dalla bellezza del luogo.

Vétheuil è un borgo di pochissime case, tra le quali spicca la chiesa gotica di Notre Dame, risalente al XIII secolo. Forse Monet dipinse la scena durante un tramonto: il cielo è macchiato da poche nuvole rosate, il cui colore si riflette sull’acqua della Senna, che occupa tutto il primo piano del dipinto. Ha un’aria fiabesca, immobile, come se l’immagine avesse catturato la calma e la serenità del luogo.

Senna-Claude Monet, Vétheuil, 1879, Melbourne, National Gallery of Victoria
Claude Monet, Vétheuil, 1879, Melbourne, National Gallery of Victoria (Fonte immagine)

La pittura en plein air di Sisley

Allontanandoci dalla Normandia, ma navigando comunque attraverso la Senna, si incontra Marly-le-Roy, cittadina devastata da un nubifragio nel 1874, che fece esondare il fiume, rompendo gli argini e inondando l’intero villaggio. La barca durante l’inondazione a Port-Marly è uno dei sei dipinti della serie realizzata da Alfred Sisley (1839–1899) dedicata a questo pittoresco villaggio sulle rive della Senna. Il «Raffaello dell’acqua», come fu soprannominato da Manet, lavorò a questo dipinto attraverso un’accurata ricerca en plein air, la tipica tecnica di esecuzione pittorica di questa corrente artistica, per esporlo alla terza mostra collettiva degli Impressionisti.

Alfred Sisley, La barca durante l'inondazione a Port-Marly, 1876, Museo d'Orsay, Parigi
Alfred Sisley, La barca durante l’inondazione a Port-Marly, 1876, Museo d’Orsay, Parigi (Fonte immagine)

La Grenouillère lungo la Senna: soggetto di Renoir e Monet

Ormai Parigi, la capitale degli Impressionisti, è molto vicina: la prossima tappa è la Grenouillère, una stazione balneare sull’isolotto di Croissy dove, nel 1869, Monet e Pierre-Auguste Renoir (1841–1919) lavorarono fianco a fianco con la finalità di realizzare opere da destinare all’esposizione dello stesso anno. Entrambi realizzarono un dipinto dal titolo omonimo La Grenouillère: con il cavalletto posto alla stessa angolazione, i due artisti ancora oggi ci mostrano quella vie moderne caratteristica della Parigi della seconda metà del secolo. La borghesia fugge la città per godere della frescura di questo luogo ameno, per fare conoscenza e fare sfoggio dei propri migliori abiti. Mancava qualche anno all’inizio della Belle Époque, ma questi dipinti sembrano rappresentarne già l’essenza principale.

Senna-Claude Monet, La Grenouillère, 1869, New York, The Metropolitan Museum of Art
Claude Monet, La Grenouillère, 1869, New York, The Metropolitan Museum of Art (Fonte immagine)
Pierre-Auguste Renoir, La Grenouillère, 1869, Stoccolma, Museo Nazionale
Pierre-Auguste Renoir, La Grenouillère, 1869, Stoccolma, Museo Nazionale (Fonte immagine)

Caillebotte e le regate ad Argenteuil

Un altro luogo emblematico per gli Impressionisti e, in particolar modo per Monet, fu Argenteuil, il luogo in cui l’artista compì le prime prove di colore, rappresentando i propri soggetti nelle diverse ore e condizioni atmosferiche. Anche in questo caso, la Senna fu il soggetto privilegiato per l’artista francese. Insieme a lui, anche Renoir e Gustave Caillebotte (1848–1894) rappresentarono le bianche vele che percorrevano il fiume durante le regate. Lo stesso Caillebotte partecipò ad alcune regate e si fece notare per le sue imbarcazioni all’avanguardia.

In Barche a vela ad Argenteuil si vedono barche ancorate al ponte di legno, che l’artista ha voluto collocare in primo piano. Le altre imbarcazioni solcano il corso del fiume e riflettono le loro vele sul pelo dell’acqua, mentre portano il nostro sguardo verso lo sfondo, dove si vede un viadotto ferroviario, oltre il quale Caillebotte sfuma le colline di Sannois, località all’epoca amena non lontana da Parigi.

Senna-Gustave Caillebotte, Barche a vela ad Argenteuil, 1888 circa, Parigi, Musée d'Orsay
Gustave Caillebotte, Barche a vela ad Argenteuil, 1888 circa, Parigi, Musée d’Orsay (Fonte immagine)

L’ultima tappa: la Senna a Parigi e il puntinismo di Seurat

L’ultima tappa ci porta nel cuore di Parigi, ad Asnières e all’isola della Grande Jatte, e corrisponde anche a una fase successiva all’esperienza impressionista. Il Neoimpressionismo fu una corrente artistica che si sviluppò parallelamente al più conosciuto Postimpressionismo (il movimento artistico di Cézanne, Gauguin e Van Gogh) e fu fondato da George Seurat (1859–1891). La tecnica privilegiata da questo gruppo di pittori si basava sulle leggi oggettive dell’ottica e fu proprio Seurat a sviluppare il puntinismo. Si trattava di un «procedimento che consiste nell’accostare sulla tela piccoli punti di colore puro, fusi dall’occhio dello spettatore a una certa distanza» (Langmuir 2016).

Tra le sue opere c’è Bagnanti ad Asnières, località nella zona nord-ovest di Parigi. In lontananza, si vedono il ponte ferroviario e gli stabilimenti industriali di Clichy, mentre in primo piano alcuni lavoratori si stendono sull’erba o si immergono nelle acque della Senna, per godersi il proprio giorno di riposo. È un dipinto completamente diverso dai precedenti che abbiamo potuto ammirare, nei quali viene ritratta l’opulenza della borghesia, oppure la calma di un paesaggio privo di figure umane.

George Seurat, Bagnanti ad Asnières, 1884, Londra, National Gallery
George Seurat, Bagnanti ad Asnières, 1884, Londra, National Gallery (Fonte immagine)

La tecnica del puntinismo ebbe il suo apice nel dipinto Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte: Seurat abbandonò la tavolozza per utilizzare solamente quattro colori fondamentali, blu, rosso, giallo, verde, che distribuì sulla tela a piccoli punti, applicando una tecnica scientifica all’avanguardia. È la retina dell’osservatore a fonderli e a creare una composizione omogenea. In questo caso i protagonisti del dipinto non sono lavoratori nel giorno del riposo, ma la borghesia parigina alla moda che esce dalle proprie dimore in una domenica di sole. I personaggi, quasi tutti di profilo, sembrano statue, come se fossero veramente immobili in pose monumentali: Seurat riesce a cogliere un momento, un fermo immagine di un film in una delle tante scene d’insieme.

George Seurat, Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte, 1884-1886, Chicago, Art Institute
George Seurat, Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte, 1884-1886, Chicago, Art Institute (Fonte immagine)

Lo scandalo che provocò la nuova tecnica pittorica usata per Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte, che adesso è diventato un manifesto della pittura neoimpressionista, sembra esagerato ai nostri occhi, ma per l’epoca questo, e gli altri dipinti dei pittori Impressionisti, dovettero essere una vera e propria rivoluzione!

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