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Letteratura,  Libri

Borgo Sud: Antonella Di Pietrantonio allo Strega 2021

Dei cinque romanzi che si contendono il premio Strega, nessuno è più vicino al termine strega nel suo significato più semplice. Come L’Arminuta aveva già affascinato i lettori con il suo Abruzzo selvaggio e aspro, così l’eco prosegue nel sequel, Borgo Sud.

Un breve ripasso di L’Arminuta

Per capire veramente Borgo sud, serve partire dalle origini. La protagonista, a tredici anni, scopre che la donna che ha chiamato madre fino a quel momento altri non è che una nutrice, cui la vera madre l’aveva affidata anni prima. Torna così a casa sua e conosce la donna che l’ha lasciata e i fratelli che non sapeva di avere. Il rapporto con i fratelli Vincenzo e Adriana è l’unico appiglio nel caos di un mondo estraneo, disorientante, che la rifiuta e da cui si sente rifiutata, senza mai trovare la sua vera identità. Non è un caso che la protagonista – o l’Arminuta, “restituita” – non venga mai chiamata con un vero nome: è una narrazione in prima persona, una crisi di identità che parte dal grembo materno che l’ha rifiutata.

Borgo sud- arminuta

Borgo Sud

In Borgo Sud scopriamo che la nostra protagonista, sempre priva di un nome, si è sposata. Ma il matrimonio, fin dalle prime pagine, si preannuncia nefasto. Un vestito bianco, colore scelto per festeggiare la laurea del fidanzato, si macchia di sangue, e l’alone rosso non scompare mai del tutto.

A distanza di anni io e Adriana abbiamo ritrovato il vestito tra quelli che non indossavo più, sulla stoffa era rimasto l’alone leggero del sangue. – Questo era un segno, – ha detto agitandolo davanti al mio viso.

Ritroviamo quindi la coprotagonista: la sorella Adriana. L’avevamo lasciata in vesti di bambina e la ritroviamo qui come una giovane donna, piena di una forza distruttiva e avvolgente, fatta dello stesso odore di cui vive il romanzo. L’atmosfera del borgo, di un passato che non si comprende mai a fondo e di un presente in cui i nessi logici tra gli eventi non sono spiegati, ma si devono indovinare tra le pieghe delle parole non dette. Così è Adriana, che si presenta a casa della sorella con un bimbo di nove mesi in braccio, terrorizzata che qualcuno possa trovarla. Non fornisce spiegazioni, non dà risposte: irrompe nell’esistenza tranquilla della sorella, con i suoi modi diretti e il suo dialetto spiccio.

Sono Adriana e sua sorella a dettare la misura di questo romanzo: i loro amori, entrambi sbagliati per qualche verso, le loro vicende quasi complementari.

Due madri, nessuna madre

Ciò che non si era risolto nell’Arminuta, non si risolve ora: il rapporto con la madre biologica rimane controverso, e se la stretta di mano finale può far credere ad una riappacificazione tardiva, il dubbio che sia stato solo un tocco immaginato e desiderato rimane a gettare la sua ombra su quel legame. La protagonista non ha figli. “Che ne sai tu?” la rimbecca Adriana, quando lei prova a darle consigli sul bambino. Però non c’è rimpianto. Dopo aver avuto due madri, sente forse di poter fare a meno di diventare madre lei stessa.

Non rimpiango i bambini che non ho avuto. In certi periodi mi sono mancati, ma non li ho mai davvero voluti. Potevo esistere senza.

Il Premio Strega

Se cercate una chiave di lettura di Borgo Sud, non la troverete qui: è un’esperienza che va vissuta. Una trama che procede a balzi, avanti e indietro, e sembra dimenticare i pezzi più importanti tra le righe: tocca a noi immaginare un’intera vita negli spazi bianchi.

Se L’Arminuta vinse il Premio Campiello – oltre a numerosi altri – Borgo Sud è un ottimo candidato per il Premio Strega. Donatella Di Pietrantonio collezionerà un altro premio con i suoi romanzi sempre più famosi?

Donatella Di Pietrantonio borgo sud

Difficile dare una risposta. Borgo Sud è una lettura intensa, che tiene incollati alla pagina. Però è un sequel e, come tale, ha il limite di restare ancorato all’originale: senza L’Arminuta non può esistere, ne costituisce un tutt’uno. Se questo sia più un pregio o più un difetto, lo scopriremo tra pochissimo!

Altri candidati al Premio Strega:

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