Edith Bruck - pane perduto
Intervista,  Letteratura,  Libri,  Storia

“Il Pane Perduto” di Edith Bruck Premio Strega Giovani 2021. L’autrice si racconta

In occasione dell’annuncio della Cinquina dei finalisti della LXXV Edizione del Premio Strega, lo scorso 10 giugno, è stato anche annunciato il vincitore del Premio Strega Giovani 2021.

Quest’anno il premio della Fondazione Bellonci e di Strega Alberti Benevento è stato assegnato a Edith Bruck, autrice del libro Il Pane perduto, edito da La nave di Teseo, che è anche entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Strega 2021.

Tre anni dopo la vittoria di Lia Levi con Questa sera è già domani, la giuria internazionale di 600 studenti ha nuovamente scelto di premiare un tema sempre ricorrente come la Memoria.

Il pane Perduto ripercorre le tappe della vita di Edith Bruck, ebrea di origine ungherese, sopravvissuta ai campi di concentramento: il racconto parte dalla sua infanzia felice, fino alla deportazione ad Auschwitz, la detenzione nei campi tedeschi come Dachau e Bergen Belsen, il ritorno alla vita e la forza di andare avanti, datale dal grande legame con la sorella, il trasferimento in Israele, le tournée in giro per l’Europa e il ritorno in Italia negli anni ‘Cinquanta, fino alla straziante lettera a Dio che chiude l’ultimo capitolo.

La storia di una donna forte, che ha sempre lottato per la vita e la sopravvivenza.

Parla l’autrice: ” E’ importante che i giovani leggano”

Edith Bruck
Edith Bruck. Fotografia tratta da figlidellashoah.org

“La cosa più importante non è la vittoria, ma il fatto che i ragazzi abbiano letto un libro come questo e come quello di Lia Levi. È un risultato che mi rallegra molto, perché è un libro storico, non soltanto per noi che lo abbiamo vissuto”, racconta Edith Bruck in un’intervista.

“È importante che i ragazzi sappiano ciò che forse nelle scuole si insegna poco, perciò reputo che sia un gran risultato che i ragazzi abbiano scelto un libro di questo genere.
Io vado a parlare nelle scuole da sessant’anni e questo, insieme alle lettere che i ragazzi mi scrivono è già un premio per me.

A votare il libro vincitore, una giuria composta da 600 studenti tra i sedici e i diciotto anni provenienti da scuole italiane e internazionali, per far si che i giovani non siano soltanto semplici fruitori, ma protagonisti del loro futuro:

“E’ rassicurante che i ragazzi sappiano e leggano il più possibile.

Questi non sono libri autobiografici, ma libri di storia: la Memoria riguarda l’umanità, non soltanto me”, continua l’autrice: “ il pericolo resta sempre il Negazionismo; lo diceva anche Primo Levi, “Cosa accadrà dopo di noi?”. Siamo ancora qui per ricordare e questo dovrà proseguire anche dopo di noi.
Per questo non posso dire di no, quando vengo invitata nelle scuole”.

Una pagina indelebile della Storia che è ancora attuale e che si rivolge ai giovani, perché apprendano l’importanza e la gravità di quello che è stato e si facciano portavoci della Memoria per le prossime generazioni.

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