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Recensioni,  Serie TV

Fedeltà, ora disponibile su Netflix: Un po’ capolavoro, un po’ Occhi del cuore

San valentino ormai è un dolce ricordo e noi di idee folli abbiamo deciso di raccontare il lato oscuro dell’amore, giocando con la parola di questa settimana: tradimento.

Come dite? Siamo cinici? Forse, mai quanto Netflix che per il giorno di tutti gli innamorati ha confezionato la miniserie Fedeltà. E vi assicuro, il detto omen nomen sta volta non potrebbe essere meno azzeccato.

Fedeltà: spoiler allert!

 Pillole di trama

La serie tutta italiana racconta la storia di una coppia normalissima, anzi felice che si ritrova immischiata in una spirale di incomprensioni, bugie, piccole ripicche che finiscono per trascinare i due piccioncini verso il fondo, fino alla rottura definitiva.

La trama è abbastanza semplice. Da una parte c’è Carlo Pentecoste (Michele Riondino), professore universitario di scrittura creativa e autore di libri di successo, dall’altra Margherita Verna (Lucrezia Guidone), agente immobiliare nata architetto. I due sembrano a tutti gli effetti la coppia più bella del mondo, affiatati, innamorati, attratti l’una dell’altra, ma l’atmosfera idilliaca non è destinata a durare. Un piccolo scandalo coinvolge il bel professore che sembra un po’ troppo coinvolto da un’alunna in particolare, la bellissima e giovanissima Sofia Casadei (Carolina Sala). Fra i due si instaura un rapporto che va ben oltre quello canonico fra docente e studente. Si avvicinano sempre di più, uniti dalla passione per la scrittura e ammaliati dal dolore che una può leggere negli occhi dell’altro, e vice versa. Una cotta, un pensiero, un’ipotesi di innamoramento che però si fa strada ed entra nell’intimità famigliare di Margherita e Carlo.

 Margherita inizia a sospettare di Carlo , pedina Sofia, cerca piccoli indizi, non può far a meno di spiare la vita della presunta rivale dai social. Fino a chiedersi se tutto quello che ha fatto e non ha fatto per Carlo durante il loro matrimonio abbia avuto effettivamente senso. Perché precludersi possibili altre storie? Perché non aprire i cassetti della sua vita e far prendere aria ai sogni, come quello di diventare un’arredatrice di interni?

 Inutile anche sottolinearlo: i due piccioncini si incamminano sempre più spediti verso un punto di non ritorno.

Fedeltà: una serie che sembra diretta da René Ferretti

Ad oggi non so dire se la serie mi è piaciuta o no. L’ho vista tutto d’un fiato e scena dopo scena non potevo fa a meno di pensare a cosa avrebbe detto René Ferretti. Perché ammettiamolo, in alcuni punti ricordava un po’ Gli occhi del cuore.

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René Ferretti (Francesco Pannofino) in Boris 2007-2010

La cosa che mi ha urtato di più è stata la superficialità con cui sono stati raccontati i rapporti umani. Oh, sia chiaro, forse era voluto e non ho colto le vere intenzioni del regista. Però, mentre il rapporto fra Carlo e Sofia è ben sviscerato.  I rapporti di Margherita sembrano non avere alcun senso, e soprattutto nessuno posto nel tempo e nello spazio. Tutto comincia con il gioco di sguardi fra lei e il suo terapista e tutto finisce a letto del bell’esperto di anatomia senza che fra i due ci sia stato un vero e proprio dialogo.

Magicamente però questa evasione decisamente poco loquace diviene un punto di riferimento irrinunciabile, un amico fidato su cui contare sempre e da cui ripartire per costruirsi assieme una vita, il tutto senza che lui abbia mai spiccicato parola, anche questi sono talenti. Ma non sarà il fisioterapista a conquistare il cuore di Alice, il ruolo di nuovo partner stabile dopo la separazione spetta a un pittore dallo sguardo penetrante, incontrato di sfuggita durante una mostra d’arte nelle primissime puntate e riapparso nell’ultima. “Così de botto senza senso”, per intenderci.

 Decisamente poco sondato è anche il rapporto dei migliori amici della coppia che fanno da cornice alla storia principale. Si tradiscono, si lasciano, si rimettono assieme, il tutto con la stessa nonchalance con cui si servono da bere.

 Radiografia dei personaggi

Margherita

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Margherita Verna (Lucrezia Guidone) in Fedeltà 2022

Benché abbia sempre parteggiato per lei contro la possibile rivale, non ho paura di dire che Margherita proprio non si sopporta. È tutto un sospiro, uno sguardo perplesso. Penso che la scena che più la rappresenti è quando la madre le chiede quale sciarpa scegliere fra una grigia e una blue, e lei con un tono piatto “il grigio è più elegante”. Sicuramente una cosa va detta, è un personaggio che spezza tutti il cliché del tradimento femminile. Niente batticuori e sovrastrutture romantiche, ma fisicità e passione.

Carlo

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Carlo e Margherita (Michele Riondino e Lucrezia Guidone)

Se la storia di Margherita non si perde in chiacchiere, quella di Carlo è delicata e tormentata. È fatta di sguardi, di emozioni di piccoli limiti che vengono un po’ alla volta attraversati, come per gioco, come se non importasse da vero. Un po’ quando si inizia a fumare scroccando dagli amici, una sigaretta dopo l’altra, finché non compri il primo pacchetto, e sai bene di aver oltrepassato un confine.

Sconfessando anche qui, lo stereotipo dell’uomo che tradisce solo perché incapace di tenere a bada i suoi impulsi. Eppure non riesco a perdonare Carlo il fatto di aver sempre negato alla moglie i suoi trascorsi con Sofia, dicendole che è pazza a sospettare di lui e della sua studentessa, adducendo la fatidica frase che ognuno di noi si è sentito dire: “Puoi stare traquillo/a esiste solo nella tua testa”, e se non ve l’hanno mai detta allora probabilmente i fedifraghi siete voi.

E voi cosa ne pensate di Fedeltà?  Fatecelo sapere nei commenti

e soprattutto: il tradimento inizia al primo sguardo?

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