Fiamma
Filosofia,  Psicologia

“Fiamma e fuoco”: aspetti semantici, concreti e simbolici della fiamma. Dalla fiamma…

La testimonianza che condividerò con voi oggi sarà la prima parte di un discorso più generale, che sarà completato la settimana prossima, con un’altra parola correlata che farà da protagonista. Oggi vi accompagnerò in un percorso volto a considerare il termine “fiamma” sotto diversi aspetti.

Fiamma, sorgente di luce e calore

Il significato fornito dal vocabolario (Treccani online, 2021) per questa parola ci rimanda subito a due elementi essenziali: la fiamma è fonte o sorgente di calore e di luce. La fiamma, dopotutto, è la manifestazione del fuoco. E il fuoco, nella sua simbologia come nella realtà, è sempre stato concepito come strumento portatore di opportunità di grande rilevanza come quella di scaldarsi e quella di vedere anche in situazioni di scarsa illuminazione.

Già in tempi antichi l’importanza data alla fiamma e al fuoco fu evidenziata dai primi filosofi occidentali, in particolare Eraclito, che – sia che il suo riferimento fosse simbolico e metaforico, oppure solamente concreto e fisico – assurse il fuoco a spiegazione della realtà, del mondo in cui l’uomo si trova a vivere.

Il fuoco inteso come strumento per vedere venne messo indirettamente in risalto da Platone nel mito della caverna, dove esso veniva a costituire la causa della produzione di una realtà visibile che però non corrispondeva all’autenticità del mondo, ma a una sua rappresentazione parziale. In questo contesto, ritroviamo la fiamma come fonte di illuminazione, che permette infatti agli schiavi incatenati – protagonisti del mito – di vedere delle ombre proiettate sul muro della caverna situato di fronte a loro. Allo stesso tempo, si potrebbe intendere questa fiamma come una guida, proprio perché diventa un punto di riferimento grazie al quale considerare una possibilità, un’opzione; elemento in virtù del quale percorrere una via.

Una guida silenziosa

Immaginiamo di trovarci, per qualche motivo, in un luogo oscuro. Notiamo in lontananza una luce e, impauriti e un po’ dubbiosi, ci dirigiamo con passo incerto verso di essa. La luce diventa sempre più grande, man mano che ci avviciniamo; fino a diventare una fonte di luce stabile, rassicurante, una volta che l’avremo raggiunta. Potremmo, a posteriori, delineare questa luce come la luce del giorno che passa attraverso le gallerie di una caverna, oppure come un falò posto all’interno di un piccolo accampamento nel bel mezzo di una foresta avvolta dall’oscurità della notte. O, ancora, come una lanterna posta all’uscita di un labirinto. In ogni caso, ci appare evidente come questa luce venga a rappresentare per noi un’importante punto di riferimento: una silenziosa guida.

Una guida simbolica

Una guida di tipo sensibile e concreto, senz’altro: visibile. Ma non è questa dimensione l’unica contemplata dalla profondità evocata dal connubio dei termini “fiamma” (o “fuoco”) e “guida”. Pensiamo alle numerose religioni in cui il fuoco riveste simbolicamente un ruolo evocativo e fortemente suggestivo. Ad esempio, nell’ebraismo o nel cristianesimo. In questi casi, l’azione della fiamma può essere salvifica, o purificatoria. Il fuoco da cui deriva la fiamma può però anche consumare, distruggere, e in ogni caso trasformare, mutare le condizioni attuali. Nell’ottica del fuoco salvifico, il fuoco e la fiamma che ne deriva si pongono come manifestazione di un’alleanza; come vera e propria guida di un popolo; come segno dell’effusione dello Spirito Santo.

Ancora: in numerose civiltà antiche – tra cui quella romana – si era soliti creare all’interno dell’ambiente domestico un focolare – appunto, il focolare domestico – intorno al quale riunirsi nell’intimità familiare. Il focolare domestico era considerato luogo sacro, al quale accostarsi con rispetto e venerazione nei confronti degli dei che permettevano la protezione e la serenità del focolare e della famiglia (nel caso della cultura romana, parliamo della dea Vesta).

Altro esempio molto interessante è costituito dalla “fiamma” che dà il nome ad una bandiera triangolare di forma molto allungata utilizzata in ambito navale, e precisamente issata sull’albero maestro per indicare un’unità in servizio attivo, con tanto quindi di comandante a bordo: in questo caso, ancora, la fiamma ha il compito di indicare qualcosa, ovvero la presenza di un punto di riferimento attivo nel proprio ambito di intervento.

In tutti questi casi possiamo vedere come il fuoco e la fiamma simboleggino guida e punto di riferimento, fino ad accostarsi talvolta al significato più profondo di “vita”.

Fiamma e Vita

Proprio questa è l’ultima accezione di cui voglio parlare oggi: la fiamma come simbolo di vita. In fondo, il calore e la dinamicità del fuoco riportano a una scintilla, una certa vitalità che possiamo percepire crescere dentro di noi: in determinati momenti, non faremmo alcuna fatica a sentirci come fuoco vivo, che arde all’interno del nostro corpo, con tutta la sua forza creatrice e purificatrice. Allora, questa vitalità interna potrebbe essere accostata con leggiadria alla nostra anima, indefinita potenza che risiede all’interno dei nostri limiti corporei fisici…

Sezione testo consigliato

Platone, Repubblica (in cui è contenuto il mito della caverna)

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