aletiometro
Psicologia

La follia oltre il velo dell’apparenza. Un approccio che scende in profondità

Il caleidoscopio della follia

Follia. Genio e follia. La follia come illogicità, come irrazionalità. La follia come creatività. La follia come fuga dalla realtà. La follia come normalità. Molte sono e sono state, nel corso dei secoli, e forse saranno, le dimensioni in cui il concetto di follia è stato immerso. Molte le bandiere che, come cavia o come esponente, l’hanno posta in rilievo per farsi vedere o per stabilire delle basi solide e potenzialmente certe in cui impiantare la propria asta. Molte menti si sono accostate alla follia, sulla leggiadra brezza del condizionamento della propria cultura e del proprio tempo, oppure cercando di prenderne le distanze, guardandosi intorno; scorgendo altre correnti d’aria; entrandovici coraggiosamente; creandone di nuove, per lasciare un segno indelebile. Questo è il luogo dove sarete invitati a porvi delle domande. Non saranno noiosamente percorse strade sterili, non sarà mai presentata una lettura basata sulle correnti del momento, ma ci saranno sempre spunti di riflessione su più livelli, alla stregua di un aletiometro che mostra ciò che si vuole vedere; ciò che si è disposti ad approfondire; in base a quanto si è disposti a mettersi in discussione.

La follia nell’immaginario comune

La follia è uno degli argomenti principe che può far scaturire domande nell’uomo di ogni tempo e di ogni luogo. È una delle cose che apparentemente non si capisce, da cui è meglio tenersi lontani, per la propria sicurezza e quella delle proprie idee, dei propri schemi, pensieri, comportamenti, routine, abitudini. È ciò di cui si sente parlare in giro, attraverso parole vuote e ripetute infinitamente, a un livello superficiale, di chiacchiera. È ciò che spaventa.

Da dove nasce la paura

Cos’è che spaventa? Spaventa qualcosa di pericoloso per sé stessi, in primo luogo. Immaginiamo di trovarci di fronte a un ladro armato. Egli ci si avventa, e noi processiamo in pochi istanti pensieri, emozioni e comportamenti probabilmente connessi allo stato emozionale di paura. Immaginiamo la stessa situazione, con l’unica variabile consistente nel fatto che noi abbiamo seguito un corso di autodifesa, e ne padroneggiamo l’arte. Allora la mente, di fronte alla stessa situazione, diviene lucida, siamo in grado di operare due mosse ben assestate, sfruttando lo slancio del ladro, ed ecco che la situazione cambia radicalmente.

Questo simpatico simil-esperimento mentale può accostarci, per vie indirette, alla vera risposta alle domande: “Che cos’è che spaventa realmente?”, “Da dove nasce la paura?”, “Perché abbiamo paura?”.

La risposta non è scontata, ma è qualcosa con cui abbiamo a che fare costantemente, ora in un ambito, ora in un altro: la non-conoscenza. L’ignoranza di una realtà può generare assenza di comprensione; distanziamento, esterno (fisico) ed interno; biasimo; pregiudizi o giudizi avventati; in ultima istanza, paura: perché quell’ambito è al di fuori del nostro controllo, della nostra sapienza nel gestire situazioni che lo riguardano.

Come accostarsi alla follia

La follia, forse più di ogni altro tema trasversalmente considerato nel corso di tutta la storia dell’umanità, è un concetto cui veramente poche menti si sono accostate accarezzandone il nucleo centrale, e perciò verace, dell’essenza.

Per far ciò, è inevitabile accostarsi alla “follia”, alla “psicopatologia”, alla “psicosi” e a molti altri concetti con apertura di cuore, di mente e di spirito. Prendendo come riferimento e primo fondamento la natura dell’uomo, si può intraprendere un percorso verticale, profondo e sottile, volto a raggiungere la conoscenza della verità della follia.

D’altronde, la follia – a dispetto di quanto possa sembrare in apparenza – non è niente che non si possa comprendere. Non possiamo, non dobbiamo parlare di irrazionalità, o di illogicità, se capiamo cosa stiamo trattando… In fondo, un serial killer non ha forse degli schemi logici, ricorrenti e spesso rigidi cui si attiene? Una persona che soffre di allucinazioni, non ha forse esperienza di esse riguardo ad uno o più temi fissi e ripetuti? Chiunque soffra di un disturbo dell’umore, o qualunque altro disturbo psicologico, non ha forse un correlato motivazionale e causale per cui ha iniziato ad intraprendere quel determinato percorso?

Sezione testo consigliato

Michel Foucault, Storia della follia nell’età classica

2 commenti

  • Claudia

    …quindi follia è normalità. Ci riguarda tutti. Perché , credo che noi tutti abbiamo vissuto, nel corso del vivere quotidiano, momenti di follia.
    Perdita di controllo delle emozioni. Questa è una follia dolorosa. È un peccato che l’esterno all’individuo coinvolto dalla follia, giudichi, piuttosto che tentare di comprendere.

  • claudia

    … la follia fa parte sicuramente del vivere quotidiano. Ogni persona ce l’ha dentro anche se spesso non se ne accorge.
    l’essere umano ha sempre cercato di capire, andare oltre e, ho sempre pensato, che senza un pizzico di follia questo non sarebbe possibile.
    Capire, accettare, osservare questa meraviglia di mondo, in maniera semplice e intuitiva credo, potrà permetterci di affrontare e gestire con mente aperta le piccole e grandi follie di questo nostro mondo.

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