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Parole scelte

Inchino: la parola della settimana

Eccoci come ogni lunedì a giocare con le parole, e oggi ne abbiamo preparato per voi una davvero speciale: inchino. Gesto ruffiano o di profondo rispetto? Vestigia di un galateo ormai morto e sepolto o simbolo intramontabile di classe e di eleganza?

Anche se non avete nulla a che fare con i Royals, il gesto dell’inchinarsi è più diffuso e ancora significativo di quello che può sembrare a prima vista. Non ci credete? provate a pensare a cosa accade ogni qualvolta a Teatro. Sì perché se l’applauso non è sempre garantito, l’inchino è atteso e aspettato. E ce ne parla Salvatore Rosella, il nostro attore preferito, analizzando come solo lui sa fare tutti i risvolti del momento in cui finzione e realtà si guardano negli occhi, facendosi una riverenza.

L’inchino più memorabile di tutti? No non quello di Enrico IV a Canossa, ma quello fra Harry Potter e il leggendario Fierobecco. Un’intesa che, è il caso di dirlo, vale più di mille parole. Lasciatevi allora trasportare nel mondo della magia dall’inconfondibile penna d Stefania Carannante.

Sì belli gli ippogrifi ma vuoi mettere tu con uno Snaso o con un Qilin. Cosa? Non sapete cosa è un Qilin! Allora non potete perdervi l’articolo di Marco Siliquini, che oltre ad un tour fra gli animali fantastici e i segreti di Silente, ci ricorderà che nella vita, se proprio devi inchinarti, allora fallo davanti ai puri di cuore.

Buona lettura a tutti!  

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