la forza delle donne
Intervista,  Letteratura,  Recensioni

Determinazione, coraggio e desiderio di riscatto. Adriana Pannitteri racconta il suo libro “La Forza delle Donne”

Di articoli sulla violenza di genere ne sono stati scritti a fiumi: tacchi troppo alti, gonne troppo corte: armi di seduzione che diventano il peggior nemico di una donna. Ma si sa, il nemico è sempre dietro l’angolo, e talvolta anche tra le mura domestiche. Spesso una storia d’amore, soprattutto se si tratta del primo amore, quello che davvero dovrebbe essere tutto rosa e fiori, può anche trasformarsi in un incubo… da cui si può anche non svegliarsi.
È stato il caso di Giordana, una ragazza- madre, uccisa dal compagno a 20 anni. Una storia così intensa, che la giornalista del TG1, Adriana Pannitteri ha voluto raccontarla in un libro, La forza delle Donne, edito da Giulio Perrone Editore. Un libro che la scrittrice porta continuamente nelle scuole, grazie alla collaborazione con Demea Eventi Culturali, per insegnare ai ragazzi cosa sia la violenza di genere, e l’importanza di combattere questo fenomeno.

Il Libro:

La forza delle Donne

Sicilia. Nicolosi. Maria Grazia, una giovane e curiosa adolescente, con la passione per il giornalismo, resta colpita dalla storia di Veronica, una donna che ha perso sua figlia Giulietta, ragazza-madre uccisa dal compagno, e decide di raccogliere la sua testimonianza.
Tra le due cresce un profondo legame: da una parte una giovane ragazza, alle prese con i problemi adolescenziali, dall’altra una donna distrutta dal dolore, che trova la forza di andare avanti per sua nipote.
Una storia colma di dolore e desiderio di giustizia per un futuro migliore, in cui le donne abbiano il diritto di scegliere senza avere paura.

Un racconto ispirato a una storia vera: la vicenda di Giordana Di Stefano

Giordana Di Stefano, ha 15 anni quando conosce Luca Priolo, il suo primo amore. La ragazza rimane incinta e, nonostante l’opposizione del fidanzato porta avanti la gravidanza e partorisce una bambina, Asia.
Nel frattempo la relazione con Luca si trasforma in un vero e proprio incubo: il ragazzo era geloso a tal punto da volere che Giordana abbandonasse la scuola e la danza, che era la sua passione più grande, per chiudersi in casa. Giordana decide allora di chiudere la relazione e crescere Asia da sola.
Ma il ragazzo non digerisce l’abbandono e inizia a perseguitarla con messaggi e a seguirla, tanto che Giordana decide di denunciarlo per stalking.
Alla vigilia del processo Luca la uccide con 48 coltellate e fugge a Milano, dove viene arrestato, e una volta portato in caserma confessa l’omicidio.
A seguito del processo, il ragazzo, riconosciuto colpevole di omicidio premeditato, viene condannato a 30 anni.
A prendersi cura della piccola Asia è la mamma di Giordana, Vera Squatrito, che nonostante il dolore, non si è arresa e ha lottato affinché fosse fatta giustizia per la morte di sua figlia.
Una storia d’amore malsana, che sfocia nel femminicidio, come accade a tante altre ragazze, ma è proprio questa storia a colpire particolarmente Adriana Pannitteri, che racconta in un’intervista le ragioni che l’hanno portata a scrivere questo libro.

L’autrice racconta:

Adriana Pannitteri

Come sei venuta a conoscenza della storia di Giordana?

Conoscevo la storia di Giordana perché mi aveva colpito nelle cronache dei giornali la crudezza di quell’omicidio e il fatto che Giordana fosse madre di una bambina piccola. Poi ho incontrato la mamma, Vera Squatrito, nel salotto di una trasmissione televisiva negli studi di Tv2000 . Eravamo entrambe ospiti per parlare di femminicidio e di tutela delle donne. Abbiamo avuto una sintonia immediata. Il suo dolore e la sua forza erano palpabili.

Da giornalista avrai certamente sentito di tanti altri episodi di violenza e femminicidio. Cos’è che ti ha spinta a raccontare proprio questa storia?

Avevo già pubblicato un libro “Cronaca di un delitto annunciato” nel quale affrontavo la tematica del femminicidio sempre ispirandomi a una storia vera. Mi sembrava che il romanzo fosse la chiave giusta per entrare nel problema in maniera non pedagogica, ma cercando comunque di suscitare interrogativi. E avendo collaborato per diverso tempo con una associazione di psichiatri, avevo aperto anche una porta ulteriore all’esplorazione della mente umana. Sono sempre stata convinta della necessità di non avere una visione precostituita dei fatti che talvolta ci limitiamo a raccontare con superficialità. La vita delle persone è estremamente complicata. In quel caso mi ero chiesta che cosa fosse accaduto nella mente dell’assassino. La storia di Giordana invece era calata in una rete di grandi affetti e di assurde vessazioni da parte del compagno che infine l’ha uccisa.

Nel libro l’omicidio di Giulietta fa da sfondo ad una storia di amicizia fra due donne: un’adolescente curiosa che si affaccia alla vita e una donna adulta distrutta dal dolore. Che cos’è che lega profondamente i due personaggi? Qual è la Forza di queste due Donne?

Avevo bisogno di raccontare la storia di Giordana cercando anche di esplorare i sentimenti che un’adolescente può provare verso una donna più adulta . L’amicizia tra la giovane Maria Grazia e la mamma di Giordana è ovviamente un escamotage letterario. Ho sempre utilizzato il personaggio di Maria Grazia ( bambina, adulta o adolescente) per raccontare qualcosa di me. E in questo libro Maria Grazia coglie nella donna adulta che ha davanti la forza e la tenacia che spesso sono la caratteristica di un mondo al femminile.

I casi di femminicidio e violenza sulle donne non si sono arrestati nemmeno con la pandemia, anzi sono aumentati. Cosa pensi che si dovrebbe fare a riguardo che non è ancora stato fatto?

decollette

Io credo che – così ci dicono le statistiche – i femminicidi siano solo diventati di dominio pubblico. Abbiamo iniziato a parlarne cercando di fare in modo che la politica e le istituzioni se ne facciano carico. L’idea di essere un paese estremamente civile è stata messa in discussione e non si può più stare in silenzio. Ma dobbiamo lavorare per abbattere gli stereotipi e affrontare alla radice il problema. Lo dobbiamo fare nelle famiglie e soprattutto nelle scuole.

Questo è un libro che si rivolge a grandi e piccoli: quanto è importante l’educazione su tematiche come la violenza di genere nelle scuole?

Questo libro si rivolge a tutti e soprattutto si rivolge si giovani uomini che sembrano talvolta ignorare che amore non è possesso. Penso che l’educazione ai sentimenti sia l’unica strada da percorrere. Un libro, un racconto, un film. Queste forme di comunicazione possono fare molto.

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