Letteratura,  Recensioni

In viaggio per Itaca attraverso la penna di Luigi Malerba

Itaca, la terra promessa, l’inizio e la meta di un viaggio che continua da millenni. Ma se l’eroe è cantato dalle Muse, serve uno scrittore per narrare l’uomo. Nel suo libro Itaca per sempre Luigi Malerba ci racconta il ritorno in patria di Ulisse, e lo fa insinuandosi nelle pieghe del rapporto di coppia. Perché dietro il più astuto degli achei e la figlia del nobile Icario, c’è l’incontro fra un uomo e una donna.  

Se partirai per Itaca, ti aspetta un lungo viaggio  

Se partirai per Itaca
ti aspetta un lungo viaggio
un mare che ti spazza via
i remi del coraggio
la vela che si strappa e il cielo
in tutto il suo furore
però per navigare solo
ragazzo, basta il cuore

– Ti insegnerò a volare

Il pianeta del tesoro, film d’animazione del 2002

Il viaggio per Itaca è un’avventura solitaria, il cui premio è la conoscenza, soprattutto quella di sé. La sua componente individuale e universale ne ha fatto una storia immortale. Un viaggio attraverso terre selvagge che ci prepara alla sfida più grande: il ritorno a casa. Perché una volta a casa non si è più soli, e bisogna rendere conto di ciò che siamo diventati.  Ed è proprio nell’ intimità famigliare di Penelope e Ulisse, in cui entra in punta di piedi Malerba rivisitando con estrema modernità un classico senza tempo.

Itaca per sempre dimostra come, attorno ai grandi archetipi del novecento, uno scrittore moderno possa ancora far crescere una vitale, verdissima pianta apocrifa

L’eroe e lo spettro della gelosia

Come tutti sappiamo, Ulisse torna nella sua isola petrosa sotto mentite spoglie, riconosciuto solamente da due persone. Il cane Argo, che persona non è, ma ci regala lo stesso una delle immagini più commoventi di fedeltà e l’anziana nutrice Euriclea.  Inoltre si rileva al porcaro Eumeo e al figlio Telemaco, con cui escogita la sua vendetta sui proci. In tutto ciò però, non rivela la sua identità a Penelope, l’amatissima moglie. Sarà che la prudenza non è mai troppa, ma la mancanza di fiducia non è certo un balsamo per la vita di coppia. E se un amore ha attraversato i mari e isole incantate, può davvero cadere preda di un inganno? Magari non è mai stato vero amore? Ed ecco che l’accecatore di Polifemo, cade preda delle sue stesse lucubrazioni, proprio come tutti noi. Chiedendosi come sia possibile che Penelope non lo riconosca.

L’amore di Penelope si è dunque fermato in un tempo così lontano?

Non voglio pensare nemmeno per un istante che il suo amore si sia affievolito con gli anni, e soprattutto con la presenza dei giovani pretendenti.

Penelope, uno sguardo oltre la tela

Penelope (Silvana Mangano) nel film Ulisse di Mario Camerini 1954

Cosa ne sarebbe stato di Ulisse e del suo trono senza Penelope? Se la figlia di Icario non avesse ordito l’ingegnoso trucco della tela, il re di Itaca si sarebbe trovato davanti uno scenario ben diverso.

E come viene ripagata tanta fedeltà e dedizione? Con una bugia. Ma un conto è imbrogliare i troiani, altra storia è provare a ingannare la propria sposa. Insomma dopo dieci anni di assenza non è decisamente una mossa vincente. E se Penelope lo avesse e riconosciuto a dispetto dello stratagemma, come avrebbe giudicato il comportamento del suo compagno?

Devo difendermi dai ricordi che per anni hanno guidato ogni mio gesto e ogni mio pensiero […]

Ho scoperto con dolore che nessuna fiducia ripone nella donna che ha diviso con lui gli anni della gioia e della giovinezza, delle parole amorose e degli amplessi e Ulisse ha smarrito ormai la prospettiva misteriosa dei desideri reali cui ha diritto non solo la sua sposa ma ogni donna al mondo.

E se a tradire fosse la donna ?

L’uomo tradisce per curiosità la donna per sentimento. Dietro questa scusa, si sono trincerati tutti i fedifraghi fin dalla notte dei tempi. Il nostro caro Ulisse non fa eccezione. Insomma per sette anni ha goduto delle grazie della ninfa Calipso. Sì lo so non aveva molte possibilità di fuga prima che gli dèi gli concedessero il ritorno, però … Poi c’è stata la notte di passione con l’affascinante Circe e in fine la tenera infatuazione per Nausicaa. Se c’è qualcuno che avrebbe dovuto perdonare alla moglie qualche scappatella quello, dovrebbe essere proprio Ulisse. Invece no, non può, non ci riesce. Il solo pensiero lo fa rabbrividire.

Non riesco a credere che abbia potuto resistere alla tentazione di cedere anche lei a qualche furtivo amore.

È un pensiero che mi tormenta da quando sono arrivato nella mia casa e appena chiudo gli occhi per dormire mi si presentano alla mente immagini che riaccendono atroci sospetti e mi fanno ribollire il sangue. Sono geloso, è questa la parola.

Itaca al tramonto

Ma in fine il tramonto. Ulisse si rivela. Penelope si mostra inizialmente diffidente, ma poi cede alla contentezza di poter rivedere il suo sposo. E l’indomani l’aurora dalle dita rosate, sotto suggerimento di Atena, se la prende con comodo, per regalare ai due amanti qualche ritaglio di intimità.  D’altronde quale finale migliore, per una storia d’amore? Come giungono alla pace? Non resta che leggere il resto del libro.

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Un commento

  • elena di pucchio

    credo di averti regalato il libro di malerba che amo tantissimo spero di averlo fatto la verita di penelope e affascinante e la verita che conosconono le donne il mito greco viene riscritto tu haicolto le prospettive tipichedellatua narrativa il punto di vista femminile. la sottolineatura. dei ..soprusisubiti dalle donne .ri porta alla luce cio che il mito nasconde

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