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X-Files: 3 motivi per odiarla (perché amarla è troppo facile)

Se si parla di alieni non si può non parlare di X-Files , serie cult degli anni novanta che dal 1993 ha letteralmente incollato allo schermo generazioni di spettatori. Saranno le atmosfere sospese, le schermaglie amorose, lo humor inglese o l’impronta fantascientifica ma le avventure di Dana Scully e Fox Mulder ci sono rimaste nel cuore. Tanti sono stati i riconoscimenti e gli omaggi anche delle altre serie tv.  A tal proposito come dimenticarsi la presenza della coppia più effervescente del FBI in casa Simpson o la citazione di Scully e Mulder in Criminal minds?  Elencarne i pregi sarebbe troppo facile allora oggi elenchiamo 3 motivi semi-seri per cui bisognerebbe “odiarla”.

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X-Files: l’elogio della lentezza

Partendo dall’inconfondibile colonna sonora, arrivando alle didascalie in verde per tempo e lo spazio, passando alla ritmica delle battute, X-Files è una serie essenzialmente lenta. Poca azione, molta riflessione, ogni evento è quasi sospeso, calibrato al millimetro e diciamolo: il risultato è fantastico. Ma il lento scorrere del tempo concerne soprattutto una delle sottotrame più importanti: la storia d’amore fra i due agenti del FBI. Come ogni serie che si rispetti la crush fra i protagonisti resta in sospeso per puntate e puntate intere. Più intenso è l’amore più l’agonia sarà lenta e inesorabile. E Dana e Fox non fanno eccezione. Tutto fa presagire che il loro legame sarà unico e intenso, ma quanto abbiamo dovuto penare per vedere un bacetto fra i due? D’altronde le scene (leggermente) più piccanti accadevano sempre quando il povero Mulder era stato sostituito da un sosia impostore.

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Dana Scully: la regina del #maiunagioia style

Gli sceneggiatori non ci sono certo andati leggeri con la patologa più sexy e talentuosa del FBI. Orfana di padre, durante le sue (dis)avventure perderà anche la sorella, contrarrà un virus misterioso che le provocherà un cancro da cui poi altrettanto inspiegabilmente guarirà. Verrà rapita dagli alieni, dichiarata sterile e in seguito partorirà un figlio che sarà costretta poi a dare in adozione per salvargli la vita.

Insomma una giornata nei panni di Dana Scully farebbe impallidire chiunque. Sì chiunque tranne lei. Con aplomb invidiabile la nostra protagonista riesce ad affrontare tutte le molte traversie che la vita le pone di fronte. Capace di dialogare con se stessa, questo personaggio racchiude in maniera mirabile lo scontro fra ragione fede, carriera e vita privata emancipazione e maternità con estrema modernità. Ma diciamolo, certe volte ci sarebbe venuta voglia  di abbracciarla per quante gliene hanno fatte passare- per fortuna c’era Molder accanto a lei.

X-Files:  I want to believe

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Alzi la mano chi si ricorda del poster nell’ufficio di Molder, quello che ritrae l’immagine del disco volante con la frase I want to believe. La missione dell’agente speciale degli X-Files è ritrovare la sorella e dimostrare l’esistenza degli alieni. Con il passare del tempo però, la trama si fa più fitta e Mulder è costretto a fare i conti con forze più grandi di lui, ma non per forza extra-terrestri. Il governo, l’FBI stessa e il misterioso uomo che fuma sembrano tirare le fila di cospirazioni internazionali.

Insomma a buon diritto, oggi Fox Mulder sarebbe definito un complottista. Alieni, cure contenenti microchip, malattie create ad arte dai grandi magnati della terra. Insomma non manca nulla. La differenza? Beh che Mulder il 90% delle volte alla fine aveva ragione e che, a differenza dei complottasti di oggi e di ieri, tutte le sue teorie erano razionali e supportate dal ragionamento logico. In più, quando non bastava ci pensava Dana a riportarlo sul pianeta azzurro.

Insomma se Fox avrebbe magari qualche perplessità sul green-pass, siamo sicuri che Skully l’avrebbe tirato per le orecchie portandolo all’ hub vaccinale più vicino.   

X-Files un mondo da scoprire

E se questi motivi per odiarla non vi hanno fatto venire voglia di (ri)vederla, correte ai ripari e scoprite perché amarla è troppo facile.    

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